COME "LEGGERE" IL MINCIO
Il fiume
Dal Benaco di Gaio Valerio Catullo, alla Mantova di Teofilo Folengo fino alla Andes di Publio Virgilio Marone, passando per Dante Alighieri (Divina Commedia, canto XX dell'Inferno) e "Visione" di Giosuè Carducci: ecco il Mincio, a buona ragione "Fiume dei Poeti".
Esce dal lago di Garda e sbocca nel Po a valle di Governolo, dopo 73 chilometri tutti mantovani, meno il brevissimo passaggio veronese di Valeggio e Borghetto. Le acque sono regolate dal grande sistema idraulico Adige-Garda-Mincio-Tartaro-Canal Bianco-Po di Levante-Adriatico, opera colossale iniziata nel 1939 e ancora da concludere.
Il Parco
La valle del Mincio è tutelata dalle leggi della Regione Lombardia, che hanno istituito il Parco del Mincio, comprendente l'oasi neturalistica del lago Superiore tra Rivalta sul Mincio e Mantova e la riserva della "Vallazza".
I Laghi
Il Mincio, a metà circa del suo corso, forma intorno alla città di Mantova il lago Superiore e, con una cascata di 3 metri detta "Vasarone", il lago di Mezzo e il lago Inferiore, per poi tornare al fiume, fino alla foce.
Creato nel 1190 dall'ingegnere bergamasco Alberto Pitentino, il grandioso progetto idraulico prevedeva quattro laghi: il quarto venne prosciugato a metà del 1700.
Il Rio
Alberto Pitentino ha costruito anche il Rio, canale fra il lago Superiore e il lago Inferiore: suggestioni veneziane tre le case, ponti, sottorive.
La natura
La canna palustre (Phragmitex communis), che si raccoglie d'inverno e il carice (Carex) mietuto in giugno, rappresentano la vegetazione dominante.
La valle è un mosaico di colori, nelle stagione delle fioriture. Gli uccelli d'acqua vi hanno trovato l'habitat ideale: aironi, nitticore, cavalieri d'Italia, gallinelle d'acqua, cormorani.
Loto e Trigoi
La valle del Mincio fa spettacolo tra luglio e agosto, quando esplode sul lago Superiore il Nelumbio, Fiore di Loto nelle sue grandi aiuole galleggianti: foglie verdi anche di un metro di diametro sulle quali s'impennano i fiori biancorosati, grossi come quelli delle magnolie. Fenomeno unico in Europa, per dimensioni.
Nel lago di Mezzo un'altra rarità, il Trigoi (Trapa natans): si può chiamare castagna d'acqua, i frutti si raccolgono nel tardo autunno e si mangiano, dopo lunga cottura.
La Vallazza
Superata navigando l'antica diga Chasseloup-Masetti, si apre l'ampio specchio della Vallazza, regno delle ninfee, delle felci, dei salici, popolati di uccelli. Sulla riva sinistra, gli specchi d'acqua delle cave d'argilla che alimentavano le fornaci, una delle quali ancora esiste, più a valle, monumento di archeologia industriale.
L'antica fornace
L'impianto è rimasto ancora quello dell'800, significativo esempio di archeologia industriale: dal fiume, si può vedere sulla riva, a Formigosa, la struttura dell'antica fornace dei Morselli, dinastia che per più di un secolo ha impastato l'argilla per formare a mano i mattoni, cotti nel forno a legna.
La dinastia familiare ha lavorato nella continuità delle generazioni, fino a quando sono state Nadia e Norma a continuare la tradizione, dovendo poi chiudere l'impresa negli anni '90. La straordinaria manualità delle Morselli non è andata perduta, anzi ne è rimasta testimonianza viva: dal Mincio al Po, nella Fornace del Polirone di Borgoforte e poi nel cotto antico del Teatro alla Scala di Milano, rinato nel 2004.
San Leone
Proprio dove il Mincio conclude il suo lento cammino, a Sacchetta, si levano le strutture della conca di San Leone, "ascensore d'acqua" che consente il passaggio delle navi fluviali al Po ed alla nuova via d'acqua diretta Mantova-Adriatico.
Il Po
Giunti alla foce vera e propria del Mincio le misure s'allargano improvvisamente, le rive s'allontanano e... cambia tutto.