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MANTOVA DAI MILLE VOLTI

Le piazze della storia

L'immenso ciottolato e la cornice degli edifici monumentali rendono imponente piazza Sordello, alla quale fanno corona la chiesa di San Pietro, duomo di Mantova; i palazzi Vescovile e Bonacolsi-Castiglioni, dominato dalla Torre della Gabbia.
Sul lato opposto, il palazzo del Plenipotenziario, il porticato dei palazzi del capitano e della Domus Magna e il Museo Archeologico Nazionale. L'itinerario prosegue in piazza del Broletto, con il Palazzo del Podestà, la Torre Comunale e il raccolto, suggestivo Sottoportico dei Lattonai.
Infine Piazza delle Erbe, salotto della città che riassume il Medio Evo (palazzo della Ragione, Chiesa romanica di San Lorenzo), il Quattrocento illustre (basilica Albertiana di Sant'Andrea, Torre fancelliana con lo straordinario orologio) con la testimonianza dell'abitare: la casa del mercante Giovanni Boniforte da Concorezzo.

La Reggia Gonzaghesca
Palazzo del Capitano, Magna Domus, Domus Nova, Basilica Palatina di Santa Barbara, Castello di San Giorgio, Corte Nuova, la Rustica, Cortile della Cavallerizza: è la Reggia dei Gonzaga, la Versailles mantovana: 500 tra saloni e stanze, una quindicina di piazze, cortili e giardini interni, anche pensili.

Il delizioso teatro di Mozart
Quartiere settecentesco degli studi e della cultura: in via dell'Accademia, il palazzo dell'Accademia Nazionale Virgiliana, costruito nel 1797 da Giuseppe Piermarini, l'architetto del Teatro alla Scala di Milano, e il Teatro Accademico, opera di Antonio Galli Bibiena, inaugurato nel 1770 da un concerto del tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart.



Dall'Alberti al Mantegna, a Giulio Romano
Straordinaria concentrazione monumentale, tra il '400 e il '500: Casa del grande pittore Andrea Mantegna; Tempio di San Sebastiano, opera di Leon Battista Alberti; Palazzo di San Sebastiano (Museo della Città) e gli splendori di Palazzo Te, capolavoro di Giulio Romano.

Palazzo d'Arco
Elegante Palazzo Neoclassico della famiglia d'Arco, con ricca quadreria, arredamenti, la biblioteca e l'interessantissima Sala dello Zodiaco.

Il Museo Diocesano "Francesco Gonzaga", i guerrieri di ferro
Autentico scrigno di gioielli: la spettacolare parata dei guerrieri del '400 nelle loro armature gotiche dei Missaglia (è il più grande giacimento del mondo), i quadri del patrimonio ecclesiastico, le ceramiche di Limoges, gli avori antichi, gli arredi sacri.

La grande architettura religiosa
Straordinari i luoghi della fede nella Città-Corte dei Gonzaga: dagli stili inconfondibili del Duomo (sotto l'altar maggiore, la salma incorrotta del patrono Sant'Anselmo da Baggio, esposta alla venerazione dei fedeli ad ogni 18 marzo), alla classicità albertiana di Sant'Andrea (basilica che custodisce, nella cripta, la venerata reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, esposta e portata in processione ad ogni venerdì Santo). Poi il gotico di San Francesco, di Santa Maria del Gradaro, di Santa Paola, il '600 di Sant'Orsola, di San Maurizio (con la tomba di Giovanni dalle Bande Nere), il '700 di San Barnaba, le altre chiese minori.





DESINARE MANTOVANO

In tutto il mantovano, capoluogo e territorio, è estremamente difficile mangiare male. Al contrario, la media della ristorazione viene riconosciuta alta, con alcune punte eccezionali, consacrate dalle guide. La tradizione rurale rimane affidata agli agriturismi, in forte crescita, numerica e qualitativa.
La buona tavola mantovana è dominata dai primi piatti: agnolini in brodo (con la variante eventuale del bevr'in vin, assaggio di agnolini con Lambrusco mantovano DOV), maltagliati e fagioli; tortelli con la zucca; bigoi con le sardèle o con fagioli e pancetta (bigoi fatti con il torchio a pressione). Dalla Collina Morenica si stanno diffondendo anche in pianura i capunsèi, gnocchetti di pane. Mantova è la capitale dei risotti: classico alla pilòta, o con il pesce, o con la zucca o menà. Secondo piatto, ma per più di un ristorante preferito in antipasto, il Luccio in salsa. Il cotechino viene spesso accompagnato ai krauti. Nei menù naturalmente carni e pollame, come altrove. E l'onnipresente pesce di mare fa la sua parte.
Il desinare mantovano si completa felicemente con i vini: bianchi, chiaretti, rossi della Collina Morenica e Lambruschi della sinistra e destra Po.

ANDAR PER NEGOZI SOTTO I PORTICI

Come in tante altre città, si fanno le "vasche" su e giù per un itinerario disegnato dagli antichi portici: da piazza Sordello a piazza Broletto, a piazza delle Erbe e poi lungo corso Umberto I, la parallela via Roma e le adiacenze, come la pedonalizzata via Orefici, via Calvi, via Goito, via Verdi.
La sequenza delle vetrine è ininterrotta, con prevalenza assoluta di boutiques d'abbigliamento e gioiellerie-oreficerie. Ma non mancano i caffè di tradizione ultracentenaria, gelaterie, pasticcerie e enogastronomie. Il giovedì il centro storico si anima per il tradizionale mercato delle bancarelle e, ogni terzo sabato del mese, del mercatino dell'antiquariato, modernariato e bric-a-brac.

Consigli per gli acquisti.
Souvenir sempre graditissimi in pasticceria: Anello di Monaco ed Helvetia di esclusiva produzione mantovana, poi la Torta Greca, la Torta delle Rose e uno straordinario assortimento per la fantasia dei produttori artigiani. Le specialità dell'arte salumiera mantovana: salamella (specialità tipica), salame, coppa, pancette, cotechini. E il pesto mantovano per il risotto. Riso Vialone Nano mantovano, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, entrambi prodotti dalle latterie mantovane. Burro mantovano. Prodotti da forno: la esclusiva Chisolina artigianale, il pane (con la tipica Risolina) e altre tipologie, sempre artigianali. La mostarda mantovana, di mele e pere, a fette sottili, fortemente senapata.



I GIOIELLI CHE FANNO CORONA

Sabbioneta

Sogno di pietra del principe umanista Vespasiano Gonzaga, intatta nel suo fascino cinquecentesco.

San Benedetto Po

Ha nel nome la sua storia, Benedetto, i benedettini, il monachesimo. Centro di potere e di cultura è definita "la Cassino del Nord".

Castiglione delle Stiviere, Castellaro Lagusello

Castiglione delle Stiviere, nel mantovano collinare, prossimo al lago di Garda, è la Città-Corte dei Gonzaga castiglionesi e di Luigi Gonzaga, il gesuita elevato agli altari, patrono della gioventù. Accanto, Castellaro Lagusello, borgo racchiuso dalle mura medioevali, con laghetto, il palazzo del marchese. La chiesa, la torre, le strade ciottolate.







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